logical human race
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Il deciso cambiamento rispetto al passato e` dato dalla presenza di un filo conduttore, questo album infatti e` sul mondo delle corse automobilistiche. Correre e` la logica conseguenza della nostra natura temporale, che ci fa costantemente distinguere tra un prima e un dopo: chi arriva prima, infatti, puo` permettersi il lusso di fermarsi e guardare gli altri che terminano la loro gara, alimentando cosi` la piacevole illusione di vedere se stessi dall'esterno e in qualche modo comprendersi. Alcuni vi sono riusciti, altri meno.
ad esempio
Tazio Nuvolari e` stato il piu` grande di sempre, il migliore interprete di cosa significhi correre. Qualunque mezzo gli dessero in mano non importava, lui lo spremeva fino al midollo e generalmente arrivava primo. Gli aneddoti su di lui sono tanti e uno piu` pazzesco dell'altro, e di un mare di incidenti potenzialmente mortali nessuno gli impedi` mai di risalire in macchina.
Juan Manuel Fangio: anche lui non scherzava. Ha vinto 5 titoli di F1 negli anni 50 senza neanche lasciarci la pelle come la maggioranza dei suoi colleghi, e in sudamerica ha corso in gare al limite del pazzesco con vetture inconcepibili (per correre sullo sterrato con una Chevrolet degli anni 30 bisogna veramente essere perversi).
Pierre Bouillon, noto con lo pseudonimo di “Levegh”, era un pilota, e al contrario degli altri che ho citato non ha mai vinto granche`. Le statistiche ci dicono che ha corso in una manciata di gran premi di F1 all'inizio degli anni 50, ma non era il suo genere, piuttosto se la cavava nelle gare di durata. Quando nel 1955 Alfred Neubauer gli offri` di correre la 24 ore di Le Mans con la mostruosa Mercedes 300 SLR, un 3000 con 8 cilindri in linea derivato dalla vettura che dominava il campionato di F1, lui accetto` di buon grado. Dopo qualche ora di gara avvenne un malinteso tra Mike Hawthorn, che rientrava ai box con la splendida Jaguar D, e Lance Macklin, che correva con la Austin-Healey. L'incolpevole Bouillon sopraggiunse a una velocita` stimata in 265 Km/h e urto` quest'ultima vettura decollando letteralmente. La strada andava a destra, la Mercedes ando` dritta contro le tribune facendo 81 morti e 110 feriti. Un casino pazzesco. Tuttavia Pierre Bouillon non aveva colpa, e ci lascio` la pelle a sua volta, per cui mi e` sembrato opportuno dedicargli un pezzo.